• Incontro del Pesidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con una delegazione dell'Associazione della Stampa Parlamentare per la consegna del "Ventaglio"
    Palazzo del Quirinale
    29/07/2002

    Presidente Jacopino,Giornalisti parlamentari,

    come tutti gli anni, grazie per questo magnifico ventaglio. Sta diventando una piccola collezione. Grazie soprattutto per il vostro lavoro. Leggendo i vostri resoconti, mi ci riconosco. Siete interpreti intelligenti e attenti. Non è poco, perché so quanto è difficile interpretare non solo i discorsi, i gesti, ma anche le motivazioni che li animano, che li rendono vivi. In questo senso - voi lo avete capito - la motivazione più profonda che ho dentro di me è la convinzione che la nostra Italia, sta crescendo, maturando, migliorando nella sua società civile. Ne trovo conferma in ogni viaggio nelle città d'Italia, tra le genti dei comuni, delle regioni, delle province. Ma non voglio indugiare su considerazioni generali, su stati d'animo. Veniamo a temi specifici:

    - Uno spunto che mi sento di suggerire è proprio questo: viaggiate, osservate, vivete di più la provincia, l'Italia delle città e dei comuni. Avrete delle sorprese, non solo nell'ambito dell'economia, della produzione, ma anche in quello della scuola, della cultura, della capacità di guardare avanti e al di là dei confini. Sui giornali, questa Italia c'è ancora troppo poco. Il sistema dell'informazione locale ha in ciò un merito straordinario, che ho voluto sottolineare visitando, ove possibile, tutti i giornali regionali e provinciali delle città nelle quali vado a portare il saluto degli italiani.

    - Un secondo elemento importante di questi viaggi è la preparazione e la formazione dei giovani. L'ho già detto a Verona: mi hanno impressionato, commosso, le qualità morali e le capacità dei giovani delle scuole e delle università che ho incontrato, ad esempio, a Campobasso, a Isernia, in Basilicata, a Udine. Le istituzioni hanno il dovere primario di pensare al futuro dei giovani. E' la cosa più importante da fare. Serve oggi un grande progetto nazionale per la gioventù, che colleghi più strettamente scuola, formazione, lavoro. Partendo dai giovani, dalla loro solidarietà, dobbiamo impostare in modo nuovo e più efficace il rapporto Nord-Sud d'Italia. Al Nord abbiamo imprese che non trovano in misura corrispondente alle loro esigenze produttive nuove forze di lavoro: ciò nonostante la collaborazione sempre più stretta, e che pur sta dando i suoi frutti, tra imprese e istituti professionali e universitari. Al Sud troviamo una gioventù scolarizzata, ben preparata, piena di voglia di lavorare che ha difficoltà a trovare occupazione. Non si tratta solo di solidarietà tra le diverse aree della Nazione, ma anche di razionalizzazione del nostro sistema economico, di buon utilizzo delle risorse che abbiamo.

    - Alla vigilia delle vacanze, non vi nascondo che provo angoscia e un senso di urgenza per le condizioni di quegli anziani, di quei bambini, di quelle famiglie che si trovano in situazioni di grave disagio, che non possono muoversi, che non possono neppure pensare di avere una pausa di riposo - non chiamiamola "vacanza" - di giusto riposo. E qui faccio una parentesi rivolta ai giornalisti, soprattutto quelli televisivi: per favore, non usate la parola "vacanzieri" per descrivere i milioni di italiani che dopo aver lavorato e faticato tutto l'anno cercano di godersi al mare, in montagna, nei paesi di origine un momento dedicato alla propria famiglia! Eppure, questo giusto riposo estivo non tutti lo possono avere. Penso ai tanti anziani che passeranno da soli il mese di agosto qui a Roma, nelle città; penso a chi è ricoverato negli ospedali, chi soggiorna in ospizi e cronicari. Dobbiamo occuparci tutti - anche l'informazione - di più di loro. Cercherò nei prossimi viaggi di inserire sempre, ove possibile, un momento d'incontro, di ascolto per chi più ha bisogno di attenzione, in modo che il mio viaggio in Italia diventi sempre di più un "viaggio dell'attenzione".

    - Torno al tema dell'informazione. In questi mesi, da gennaio in poi, sono più volte intervenuto sulla materia del pluralismo dell'informazione, degli sviluppi che l'evoluzione tecnologica comporta. Ho sintetizzato il mosaico di questi interventi in un messaggio al Parlamento che rappresenta in modo compiuto il mio pensiero. Non aggiungo nulla. Voglio soltanto ringraziare il Parlamento, i Presidenti delle Camere, i deputati e i senatori che nei loro interventi hanno fatto osservazioni pertinenti e di contenuto, di grande interesse. Li ho ascoltati ciascuno con grande attenzione. Il dibattito mi fa ben sperare per il futuro percorso che dovrà portare a una nuova architettura del sistema dell'informazione.

    - Infine una nota forse dettata dai miei studi giovanili di filologia classica. Aiuterà ad apprezzare la pertinenza, la validità dei vostri commenti, scevri, come scrive Manzoni - di servo encomio e di codardo oltraggio - la pubblicazione quanto più possibile integrale del documento da voi esaminato.

    - Voglio aggiungere che motivi di fiducia, pur nelle estreme difficoltà del momento presente, li traggo anche dai miei viaggi nel mondo. Avverto una domanda, un bisogno di Europa e anche di Italia. In particolare nell'area dei Balcani e dell'Est, nel Mediterraneo, ma anche nell'America latina, in Africa. A Bratislava ho incontrato gli studenti di un liceo bilingue italo-slovacco. E' stato bello sentire parlare una studentessa slovacca in un italiano perfetto. Il Presidente Lituano mi ha chiesto che aumentino i corsi di lingua italiana organizzati dal nostro istituto di cultura. Dobbiamo fare di più per soddisfare questa domanda di italianità, di cultura, che non viene soltanto dalle nostre comunità all'estero, ma anche dall'interesse crescente degli altri popoli verso di noi. Essi ci chiedono soprattutto cultura, arte, conoscenza, ma apprezzano anche le nostre capacità di inventiva imprenditoriale. I distretti e il sistema delle piccole e medie industrie sono un modello che si sta diffondendo nel mondo.

    Concludo. Il Presidente della Repubblica rappresenta ed esprime l'unità della Nazione. E il nostro popolo è unito profondamente da valori e ideali, da una comune spinta a progredire che si avverte in Italia e all'estero. Il nostro popolo è più unito di quanto non emerga leggendo le pagine dei giornali. Sta a noi, alle istituzioni della Repubblica, saper consolidare e accrescere la serenità e la fiducia della nostra gente, dei cittadini, indicare obiettivi alti, nobili e per essi operare con determinazione.